Cinque sfumature che fanno la differenza in vacanza (1/6)

Hai presente quella pubblicità televisiva che mostra una persona depressa seduta in vasca da bagno a casa con l’acqua che gocciola dal rubinetto quasi ad aggravare la sua depressione? Non poteva essere più psicologicamente acuta la voce che fa lo spot pubblicitario dopo: “Se hai provato una crociera […] è difficile tornare alla vita di tutti i giorni”.


Si avvicina (per alcuni è già iniziato o, forse, è già finito!) il tempo classico delle ferie. Quel tempo che, in genere, si attende tutto l’anno e che – sempre in genere – passa così in fretta, facendoci tornare alla vita di tutti i giorni a cui, come diceva la pubblicità, è difficile tornare. La sensazione vissuta dopo il ritorno dalle vacanze è state formalizzata come “sindrome da stress post-vacanze”. È una sensazione che rovina e macchia tutto ciò che di bello abbiamo vissuto e sperimentato in vacanza. 

Mi vengono in mente due paragoni: il primo è quel sistema anti-furto che macchia tutti i contanti nel bancomat in caso di forzatura della cassa (così questo stress, macchia e rovina tutto quello che abbiamo accumulato di relax!). Il secondo è un esempio che prendo dai miei figli: dopo che li porti a un luogo di grande divertimento, e dopo aver passato un bel po’ di ore a divertirsi, rientrare in macchina – a volte, direi anche spesso – diventa una tragedia greca. E tra schiamazzi, ribellioni e quant’altro, sovente li vedi addormentarsi sui seggiolini col broncio stampato in faccia.

Sono bimbi. Fanno anche tenerezza. Vorresti solo che capissero come integrare i vari momenti della loro vita, rendendola piena, reale e colorata…Ma mentre pensi ad educarli, ecco che ti trovi a fare un esame di coscienza: non mi comporto anche  io così nella mia vita, seppur le mie urla siano più silenti?

Se nel loro caso è un peccato sprecare una giornata di divertimento perché si rifiuta il concetto del limite. Nel mio/tuo, è un peccato (e lo dico nel senso esistenziale e non moralizzante del termine) passare la vita in attesa di un periodo breve di vacanza.

In questa piccola riflessione, vorrei soffermarmi su alcune sfumature che possono fare la differenza. Sono cinque parole che aggiungono quel di più necessario per vivere meglio vacanze e vita, perché – a ben vedere – non possiamo scollegarlo così tanto e pretendere di essere noi a vivere tutte e due!

Le ultime parole di santa Chiara che celebriamo oggi sono state: "E tu, Signore, sii benedetto perché mi hai creata". L'ultimo respiro è stato una parola di gratitudine per aver vissuto. Questa è la saggezza dei santi, altro che "è difficile tornare alla vita di tutti i giorni". I santi sono quei saggi che sanno vivere ogni giorno. Santi come Chiara e Francesco (cf. Il Cantico delle Creature), ci invitano ad amare la vita, la nostra vita, sempre. Ci invitano a chiederci: Quanto ami realmente la tua vita? Quanto ami il tuo ordinario? Scappi in vacanza? O vai in vacanza?
Per questo, a partire da oggi, e per i prossimi cinque giorni, ri-pubblicherò alcune sfumature che possono fare la differenza in questo tempo e non solo per questo tempo. Intanto, ti auguro una buona giornata!  

*I prossimi post saranno:
  - oltre il divertimento: la ricreazione
  - oltre lo snapshot: i ricordi
  - oltre i sensor: i sensi
  - oltre lo stresso: l'eupressione
  - oltre la vacanza: la vita.

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Photo: from Flickr, CC by Viola's visions
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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