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I beni di questa terra non sono un male. Lo stesso Signore, creandoli, li vide e lo vede come buoni. Questi beni diventano male per noi se li viziamo con il nostro atteggiamento idolatrico, trasformandoli da cose a nostro servizio, a padroni che noi serviamo,da mezzi a fini. Il paradosso è che sino mezzi per la nostra felicità che diventano spesso la prima fonte della nostra tristezza, preoccupazione e infelicità. Dove sei? Dov'è il tuo cuore?, mi chiede Gesù. Mi invita a ritrovare il cuore perché è l'unica “tasca” che, quando è piena, rende felici. E il cuore umano è pieno solo quando è colmo di Dio, che ha creato il suo cuore per Lui.
(Mt 6,19-23)
Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.La lampada del corpo è l'occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!

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Non si ottiene da Dio rimbambendolo di parole, ma tornando ad essere bambini. Sebbene Gesù in un altro vangelo ci invita a pregare senza stancarci, non è l'insistenza a spalancare il Cielo, ma la fiducia che non vacilla. La preghiera parolaia tratta Dio come un padrone con cui bisogna mercanteggiare. La preghiera filiale sa che non deve pattuire perché Dio ha dato tutto. E allora la preghiera diventa essenziale, diventa un cuore che invoca con fiducia: Padre, Padre mio, Padre nostro.
(Mt 6,7-15)
Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

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La nostra generazione social vive un grande pericolo: quello di mostrare, anzi, di ostentare proprio quello che non si ha e che non si sta vivendo. Così, as esempio, una inchiesta ha messo in evidenza come le coppie che spiattellano troppo la loro vita relazionale e la loro vita perfetta a tutti i venti, solitamente lo fanno per esorcizzare una insoddisfazione di fondo. Uno dei sensi del Vangelo di oggi è proprio quello di non lasciarsi risucchiare dal vortice dell'apparire e della superficialità, per non ritrovarsi senza una vera profondità. Ma l'altro senso è ancora più importante: la nostra vita spirituale deve avere un centro focale che non è primariamente né gli altri, né noi stessi, ma il Signore. Solo focalizzandoci su di lui troviamo il senso e il gusto di vivere.
(Mt 6,1-6.16-18)

State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.



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Il vangelo apocrifo di Tommaso è probabilmente lo scritto apocrifo più interessante perché il più antico tra gli apocrifi. In questa lezione conosciamo da vicino questo testo che risale, nella sua parte più antica, agli inizi del secondo secolo dopo Cristo. Questa lezione presenta cinque categorie di logia presente nel vangelo di Tommaso: detti uguali a quelli canonici, detti simili a quelli canonici, detti sapienziali interessanti, detti enigmatici e detti tipicamente gnostici che rifiutano il corpo, la sessualità e misogeni. Buon ascolto #TeologiainBriciole

Per conoscere in modo approfondito e diretto la letteratura apocrifa, è possibile consultare queste opere.





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