Gesù chiama. Chiama sempre. Non sempre a scelte nuove. Ma sempre a una vita nuova, a scelte rinnovate. Forse non sei chiamato a lasciare la tua occupazione perché l'occupazione che hai ora è parte della tua vocazione. Ma sei comunque chiamato a lasciare le preoccupazioni, le reti, a non farti risucchiare dalle faccende del quotidiano e a non impelagarti a tal punto da non vivere più, da non avere un orientamento per la vita. Qualunque sia la chiamata che Gesù ci rivolge, auguro a te e a me la prontezza dei discepoli. Preghiamo per il coraggio del «subito».

Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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