C'è da dire che è abbastanza enigmatico il comportamento di Gesù che - come dice il vangelo di oggi - ammonisce severamente il lebbroso guarito e lo caccia via vietandogli di dire che l'aveva guarito lui. Non è forse Gesù che ci manda ad annunciare il Vangelo a tutte le genti? Perché vieta questo annuncio allora? Perché, in realtà, annuncio non è. È più una pubblicità per il potere taumaturgico di Gesù. E c'è una bella differenza tra il seguire Gesù per un miracolo che ci fa e il seguirlo per la sua parola che, a volte, più che darci, ci priva di “qualcosa”; e più che alleggerirci, ci consegna la croce. La fede è seguire il Signore sempre. Ad essa si giunge non tramite l'entusiasmo per un miracolo, ma per un miracolo interiore di guarigione della lebbra del cuore, ovvero della guarigione dell'insensibilità del cuore e della mente alla volontà di Dio... Signore, se vuoi, puoi purificarmi.

Mc 1,40-45

Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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