«Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete». A volte penso ad alcune verità assodate della fede cristiana di cui parliamo con tanta naturalità tanto sa non coglierne la portata rivoluzionaria rispetto a quello che solitamente si credeva e si crede tuttora su Dio. Già il semplice fatto che Dio si è fatto carne, che Dio ama l'uomo fino alla morte e la morte di croce, che noi possiamo rivolgerci al nostro Creatore e chiamarlo con l'appellativo “Padre”. Tutto questo ci è stato donato da Cristo e in Cristo. Nella piccolezza di un Dio che si fa bambino, un Dio mite e umile di cuore. Per questo Dio so manifesta ai piccoli, perché lì, nelle piccolezza, c'è qualcosa della essenza stessa di Dio.

Lc 10,21-24

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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