A una lettura superficiale di questo vangelo, potrebbe sembrare che Gesù faccia un dispetto a chi gli chiede un segno. Ma c'è un versetto che mette nella giusta luce la presa di posizione di Gesù: «Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione». Gesù non rifiuta il segno ma lo ha già dato. Il segno è la sua stessa persona, il suo insegnamento, l'esempio dei suoi gesti. Il Padre in Gesù ci ha detto e dato tutto, e san Giovanni della Croce avverte che chi chiede segni e parole ulteriori offende Dio. Ascoltiamo Gesù, lui è la chiave del Mistero di Dio. Lui è la chiave del criptogramma umano.

Lc 11,29-32

Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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