È facile guardare il passato e condannare chi perseguitava i profeti, i santi e i mistici. Ma è ancora più facile commettere la stessa ingiustizia verso i santi dei nostri giorni e non accorgersene. Gesù , in questo vangelo, se la prende con gli scribi, i teologi di quei tempi. Ma quanto possono essere attuali le sue parole oggi, e ogni qualvolta che la conoscenza, invece di limare la coscienza, viene usata per accomodare di più l'ego ed i suoi capricci.

Lc 11,47-54

Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: «Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno», perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Vuoi seguirci sul tuo smartphone? Puoi ricevere tutti gli articoli sul canale briciole
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: