Il tempo pesa, pesa molto, tanti da spegnere i primi entusiasmi, disperdere l'ottimismo dei progetti e fiaccare lo sguardo che attende impaziente l'Amato. Chi di noi non sente il peso del tempo che scorre senza la realizzazione delle promesse del Signore? Come fare in modo che quest'attesa non sfibri il cuore ma affini di più la sua sensibilità per percepire i minimi segnali dell'Amato e arda in misura crescente del desiderio dell'incontro con lui? La via è quella del ricordo, dell'agrapparsi a ogni traccia che di lui abbiamo su questa terra: dal pane eucaristico, alle sue parole nel Vangelo. Dal sacramento del fratello al silenzio orante dove sorprendiamo il cuore con vampate di preghiera che gridano: vieni Signore Gesù.

Lc 12,35-38

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Vuoi seguirci sul tuo smartphone? Puoi ricevere tutti gli articoli sul canale briciole
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: