L'inizio del vangelo di oggi e la fine sembrano parlare di due argomenti diversi. Gesù inizia parlando dell'ipocrisia e giunge poi a parlare di fiducia e abbandono alla Provvidenza. Questi due temi, all'apparenza molto lontani, sono invece fortemente connessi. L'ipocrisia non nasce sempre dalla cattiveria. A volte nasce dalla paura, dall'esigenza di simulare per proteggersi. Quando, però, capisci che non devi difenderti dallo sguardo dell'altro, ma che è proprio questo sguardo a farti capire il tuo vero valore, scopri il gusto dell'autenticità, il gusto di essere vero. Perché sei veramente e incredibilmente amato. Proprio tu.

Lc 12,1-7

Intanto si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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