Guardiamo alle beatitudini come carta da tornasole per verificare le nostre anemie spirituali. Meditare le beatitudini è contemplare il volto di Cristo perché Cristo è per eccellenza l'uomo delle beatitudini. Così guardando a lui attraverso questi filtri, non vediamo tanto ciò che ci deve buttare giù per la nostra imperfezione e piccolezza, ma vediamo ciò che possiamo elevare come preghiera di supplica per chiedere a Lui di colmarci, sapendo che senza Cristo siamo solo ombra di morte e zucche vuote, ma con Cristo siamo luce del mondo e sale della terra. Lode a Colui che dalle tenebre ci ha chiamato alla sua splendida luce.

Mt 5,1-12a

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati. Beati i miti,perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore,perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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