«Confondo i tuoi alibi e le mie ragioni». Mi appoggio su questo verso di De Gregori per pensare a come il non fare chiarezza sulle proprie motivazioni porta solo a una confusione dei motivi. La parabola narrata da Gesù mette i suoi interlocutori (quindi anche te e me) con le spalle al muro. Lo fa, non per umiliarci, ma per invitarci ad abbattere i muri e le catene che ci tengono legati e che continueranno a farlo finché non li chiamiamo per nome.  Non prenderti in giro. Interrogati sui tuoi alibi che ti mettono fuori dal gioco del Cristo Sapienza che si diletta tra i figli dell'uomo (cf. Prv 8).

Lc 7,31-35

A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!». È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: «È indemoniato». È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e voi dite: «Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!». Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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