Leggendo questo vangelo in contesto, scopriamo che l’elogio dei piccoli è legato al loro essere liberi da pregiudizi. I piccoli non affrontano la realtà con strutture o schemi precedenti. Per questo sono i veri sapienti: sanno cogliere il sapore delle cose senza alterarle con elementi estranei. Gesù è il Figlio eterno, ma rimane il Figlio piccolo che si meraviglia davanti al Padre ogni “istante”. È questo il segreto della beatitudine: accogliere l’amore ogni giorno come se fosse il primo giorno.
Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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