Il sale ha fondamentalmente due funzioni: dare sapore e conservare. Da discepoli, Gesù ci affida queste due funzioni nel mondo. Siamo chiamati a dare un senso e un gusto alla vita – nostra e degli altri – e a conservare la gioia di vivere. Paolo l’ha ben capito. Ai Corinzi si presenta così: «Siamo collaboratori della vostra gioia». La gioia è vera quando è sensata, luminosa e quando ha il sapore dell’eternità. Un punto, però, è da tenere ben presente: possiamo dare soltanto il senso e la luce che abbiamo in noi. O Luce del mondo, illuminami. Tu sale e gusto della mia vita, inebriami di te.
Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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