«Non giurate affatto… Ma sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno». Giurare sposta la veridicità della nostra parola a un qualcosa di diverso da noi. Gesù vuole che il criterio della nostra veridicità sia la nostra parola stessa, le nostre persone. Non è necessario giurare per qualcosa di sacro perché la parola deve essere sacra. Il dono della parola è uno dei doni che ci rendono affini al Logos, alla Parola di Dio. Il non giurare è un invito a cogliere questa nostra sacralità e a metterla in atto. «Il di più», in questo senso, è volare basso, è un meno… e per questo viene dal maligno.
Mt 5,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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