È buono cogliere la portata morale del vangelo. È buono anche coglierne il lato comprensibile e umanizzante. Ma non basta. Il vangelo va al di là di quello che facciamo e di quello che possiamo sapere di Dio. È questa appunta la “buona notizia”: che la mia vita non è solo quello che capisco e quello che faccio. «Vado a prepararvi un posto». Quello che conta fondamentalmente è il suo fare, il suo essere, il suo amore. Il primo gesto che mi spetta è accogliere. La mensa del Regno non si paga alla romana, Gesù ha pagato per tutti. Anzi, Gesù è il cibo di vita eterna di tutti.
Gv 14,1-6
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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