«Il mistero di Dio non è un enigma ma una rivelazione: quella del Dio che è misericordia». Così parla Enzo Bianchi commentando un’importante affermazione del grande filosofo ebreo Abraham Joshua Heschel che afferma che «oltre la mente c'è il mistero, ma oltre il mistero c'è la misericordia».
Nel libro L'amore scandaloso di Dio per le Edizioni San Paolo, Enzo Bianchi, fondatore e già priore della Comunità di Bose, sviluppa in cinque capitoli una breve sintesi di alcuni elementi salienti della teologia della Misericordia. Il primo capitolo presenta la misericordia nelle Scritture. Il secondo si concentra sull'importantissimo testo della donna adultera in Giovanni 8. Il terzo capitolo commenta le esigenze nella misericordia nel capitolo 18 di Matteo. Il quarto capitolo si sofferma sulla misericordia non compresa presentata dallo stesso Gesù nella parabola della vigna al capitolo 20 di Matteo. L'ultimo capitolo, il quinto, si afferma infine a riflettere su chi accoglie e chi è scandalizzito dalla misericordia di Gesù.  Il libro si chiude con una bibliografia consigliata per andare oltre e approfondire i temi sviluppati in ogni capitolo.



 Nell'analisi biblica, Bianchi presenta il lessico della misericordia e approfondisce alcuni luoghi particolari nei quali si rivela lo scandalo della misericordia di Dio tra cui il passo di Os 11,8-9 in cui vediamo come il cuore del Signore si rivolta contro di lui ovvero, «Dio confessa che in lui, nel suo cuore, c'è un sentimento che lo vince, che gli va contro, ed è la misericordia che vince sulla giustizia. Egli è Santo, è Altro da noi, per questo non esegue la giustizia come gli umani» (21).
 La santità di Dio è misericordia. La sua giustizia si fonda sulla misericordia – «praeparabitur in misericordia solium» – (cf. Is 16,5 Vulgata). La misericordia è il principio ermeneutico dell'essenza divina.
 Questa misericordia diventa carne in Gesù. Ciò si manifesta nelle sue parole parabole e opere. Il testo tipo del Nuovo Testamento che viene analizzato da Bianchi è quello della donna adultera. Un testo che diversi manoscritti antichi omettono perché «scandaloso, imbarazzante e anche pericoloso» (54).
 Dal testo di Bianchi traspare anche che la misericordia non è meritocrazia. Ciò è evidenziato con la parabola dei lavoratori della vigna delusi dalla logica del padrone che fa diventare gli ultimi primi. L'invidia (da in-videre, non voler vedere in latino) non permette ai servi di vedere il cuore misericordioso del padrone.
Vuoi seguirci sul tuo smartphone? Puoi ricevere ricevere tutti gli articoli sul canale briciole
Condividi:

Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

Per il CV clicca qui


Posta un commento: