In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».


Gen 9,1-13 Sal 101 Mc 8,27-33

L'Antico Testamento ricorda che non era più sorto in Israele un profeta come Mosè che parlava con Dio come un amico. Ciò nonostante, Mosè non potè vedere Dio. Gesù non solo solo parla con il Padre con una intimità filiale unica, non solo vede il Padre, ma è - secondo una felice espressione di sant'Ireneo - il visibile del Padre invisibile! Chi vede Gesù vede il Padre, chi ascolta Gesù ascolta il Padre, chi segue Gesù giunge al Padre... Perché, come insegna il Maestro : «Io e il Padre siamo uno».
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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