In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». 
1Gv 2,29-3,6   Sal 97   Gv 1,29-34
È commovente la docilità di Giovanni il Battista. Svolge un ministero senza saperne l'esito in anticipo. Non sapeva come o quando sarebbe arrivato il Messia, ma sapeva che il suo compito era preparare le sue vie. In questo è un grande paradigma vocazionale. Ognuno di noi ha una chiamata che trascende il suo intendimento e la sua capacità di previsione. Solo rispondendo con fiducia e umiltà a questa chiamata possiamo sperare di riconoscere il Cristo nella nostra vita, colui sul quale lo Spirito scende e dimora.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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