In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Is 49,3.5-6   Salmo 39   1Cor 1,1-3   Gv 1,29-34
Il vangelo di questa domenica è carico di sguardi, di quella meraviglia di cui sono capaci i nostri occhi. Ci sono sguardi distratti che sfregiano le cose e rimangono sulla suoerficie... e ci sono sguardi che penetrano, che leggono dentro. Giovanni aveva uno sguardo attento che gli permise di riconoscere il Cristo anche se non lo conosceva prima. Il suo sguardo non solo vedeva, il suo sguardo era in ascolto. E quanto è vero che l'ascolto è più congeniale allo sguardo della vista! 

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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