In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Eb 12,4-7.11-15   Sal 102   Mc 6,1-6

Cerchiamo con ansia lo straordinario nella nostra vita e ignoriamo gli appelli di chi ci addita lo straordinario che è messo a nostra disposizione nell'ordinario, nelle cose di ogni giorno, nella risposta umile di fede all'Amore silente che ci parla attraverso il Vangelo, attraverso la coscienza, attraverso le persone luminose che popolano la nostra vita, nonché attraverso il mistero della croce che echeggia Vita nelle nostre morti. Sei nell'Oceano, ma è necessario che tu apra il cuore, altrimenti i tuoi occhi ti continueranno a dirti che attorno a te c'è solo acqua.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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