In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
Eb 8,6-13   Sal 84   Mc 3,13-19

È bellissimo quel momento dell'innamoramento quando l'unica cosa che conta è stare con l'altra persona. Per fare cosa? Niente! Stare insieme! E, proprio per questo, fare tutto. La vocazione degli apostoli ci ricorda che la chiamata alla fede è una chiamata di questo tenore. Gesù non li chiama in primis per fare chissà che, ma per essere con lui. È questo il fondamento del discepolato anche oggi. Solo a partire da lì il loro e il nostro annuncio è all'altezza del suo nome: cristiano.


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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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