Mi giunge questa foto, scattata da "Fraternité en Iraq" tramite l'amico iracheno Shawqi Shamoon. Vi si vedono un vescovo, un paio di sacerdoti e un fedele sullo sfondo di una chiesa bruciata...

Questa foto è un simbolo, simbolo della risurrezione di cui il pane spezzando nelle mani del vescovo è il "memoriale".

Ieri si commemorava nel rito caldeo la domenica "del rinnovamento della Chiesa", e non poteva esserci foto più simbolica. In questa chiesa, la chiesa della Purissima Madre Dio bruciata e profanata dai terroristi islamici dell'ISIS, si rinnova la fede che cammina nella speranza celebrando il Sacramento dell'Amore, del Dio che si fa pane spezzato per l'uomo, ogni uomo, anche per l'uomo che ha bruciato la sua "casa". Pane che si spezza per chi ha profanato il suo tempio... 

E non parlo del tempio di pietra, che anche un terremoto può far crollare... parlo del tempio di carne e di spirito, il tempio del cuore creato per amare, che si profana quando si inginocchia all'odio.

Che il pane spezzato in questa foto ricomponga le nostre speranze, la nostra Speranza, la nostra fede nel Dio vivo e vero che ci ha voluti fratelli, e il nostro amore per la vita, la vera Vita nella Vite di Cristo, la Chiesa rinnovata nell'amore del suo Sposo.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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