In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Ab 1,2-3;2,2-4   Sal 94   2Tm 1,6-8.13-14   Lc 17,5-10

E chi si mette a servire considerandosi servo inutile si sorprenderà a trovare «il Padrone» che si fa servo, si cinge di asciugatoio, lava i piedi dei suoi servi, si fa pane e si spezza per amore. Nessun gesto umano oltrepasserà l’eccesso di Dio. E quelle volte che ci alzeremo a servire, è Cristo che muove il cuore, Cristo che muove le mani, Cristo che è vita della nostra vita.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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