In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Gb 9,1-12.14-16   Sal 87   Lc 9,57-62

L’unico sì adeguato all’Amore assoluto è un sì assoluto. Tutto il resto è contrattazione. E Gesù nel vangelo non ammette una sequela a metà perché chi segue a metà non giunge da nessuna parte, non raggiunge realmente l’Amato, perdendo l’esperienza dell’effimero senza gustare realmente l’Eterno. Percepire l’impossibilità umana di una tale impresa è il minimo. È il primo passo verso il comprendere che la vita spirituale è dono dello Spirito, e che la sequela di Cristo è fondamentalmente abbandonarsi all’opera di Gesù in noi.

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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