In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

Mi 2,1-5   Sal 9   Mt 12,14-21


C'è chi usa Dio per uccidere e chi lascia che lo Spirito creatore di Dio diventi in lui/lei sorgente contagiosa di vita. C'è chi diffonde tenebra e chi non spegne neppure una fiamma smorta. Cristo è venuto come spartiacque tra la religione che fa comodo all'uomo e al suo io e la religione che trasforma l'uomo a somiglianza di Dio. Ieri come oggi siamo posti davanti all'alternativa tra divinizzare i nostri bassi istinti di invidia, morte e follia, o accogliere il volto e la svolta del Dio umano.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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