In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

1Sam 18,6-9; 19,1-7   Sal 55   Mc 3,7-12


È sottile il messaggio di questo vangelo. A un occhio disattento, sembra che sia alta stagione per la missione di Gesù. Folle immense lo seguono. Perfino i demoni lo riconoscono! Eppure, alcuni particolari della pericope sono rivelatrici. La gente lo segue per quello che fa, ovvero, per i miracoli, le guarigioni fisiche. È disattenta al suo insegnamento e a lui tant’è vero che lui stesso chiede ai discepoli di tenergli pronta una barca «perché non lo schiacciassero». E poi, la fede dei demoni lo sa: è impeccabile dottrinalmente, ma penosamente nulla nella prassi. La parola ci interpella con una domanda sempre attuale: segui Gesù per servirlo o per servirtene? 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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