In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Rm 4,13.16-18   Sal 104   Lc 12,8-12


Lo Spirito di Dio è più intimo all’uomo dell’uomo stesso. Per questo, bestemmiare contro lo Spirito è distruggersi interiormente. La bestemmia contro lo Spirito parte da una menzogna che prima la si commette e poi la si diventa. Ciò che si fa modella ciò che si è. Non sempre sappiamo distinguere la via precisa di Dio nelle concrete situazioni della vita, ma questo vangelo ci dà due criteri fondamentali e gravi: dove c’è menzogna c’è perdizione; dove invece si fa verità, si appiana la via dello Spirito che conosce il Cristo e ce lo fa riconoscere. È una via umile, ma sicura.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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