In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
2Cor 4,7-15   Sal 125   Mt 20,20-28

Chi vuole sedersi alla destra e alla sinistra di Gesù deve seguire Gesù dove va, deve assumere lo stile di vita di Gesù. Se seguiamo Gesù sperando in onori, carriere, agevolazioni e corsie preferenziali, la vita ci smentirà e riecheggerà la parola del Maestro a Giacomo e Giovanni: «Voi non sapete quel che chiedete». Seguire Gesù è bere il suo calice, è portare nel proprio copro la morte di Gesù per manifestare la sua vita e la sua risurrezione. È il “destino” di ogni figlio della Chiesa apostolica, affinché «la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale». 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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