In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».
At 20,28-38   Sal 67   Gv 17,11-19

Nella Tua preghiera sento la tua grande premura per noi e so da quello che dici quanto sei cosciente della criticità del nostro essere nel mondo. Sarebbe stato forse più facile vivere da idealisti disincarnati, ma Tu ci chiami ad essere nel mondo senza diventare mondani. La grandezza dell’appartenere a Te risiede anche in questa tensione globale che non tralascia alcuna dimensione del nostro essere senza «consacrarla con la tua verità». Vivere come Te, mi è impossibile, vieni, vivi Tu, in me, Tu il Bello e l’armonia di ogni bellezza, la pienezza di Vita. Manda abbondantemente il tuo Spirito, sigillo della Tua dimora nella mia vita perché solo se Tu vivi in me nello Spirito posso rimanere in Te nel mondo.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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