In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
Est 4,17   Sal 137   Mt 7,7-12

Possiamo impegnarci quanto vogliamo. Raffinare il nostro operare e il nostro modo di essere. Ma non bisogna mai dimenticare che il cuore del Vangelo è il riconoscimento della paternità di Dio e della sua bontà. Vivere questa coscienza non è solo lo stadio iniziale del cammino spirituale. Anzi, solo con una grande maturazione si può giungere a un riconoscimento stabile dell’affidabilità del Padre. Gesù esprime questa fiducia, anche nei momenti in cui il Padre sembra tacere, anche nel momento dell’abbandono. La fede fiduciale di Cristo è probabilmente il dono più grande che possiamo chiedere al Padre, che sa donare le cose buone più di qualsiasi altro padre.
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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