In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Gen 6,5-8; 7,1-5.10   Sal 28   Mc 8,14-21


I discepoli non capiscono Gesù perché non si lasciano attraversare dalla saggezza mariana del serbare nel cuore. Il cuore che non fa l’esercizio di contemplare l’opera di Dio si indurisce, perde il tatto visionario. Nella vita, non basta fare esperienze per maturare. Le esperienze non attraversate con tutta la persona lasciano il tempo che trovano. Per diventare persone navigate è necessario esserci nelle nostre esperienze. È necessario fare memoria perché chi non medita e integra la propria storia rimane un eterno bambino. 
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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