In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Eb 10,32-39   Sal 36   Mc 4,26-34


Ci spaventa il male, la sua diffusione, i suoi effetti ed i suoi traumi. Dobbiamo ricordarci se il male abbonda, il bene sovrabbonda. Non perché crediamo che l’ultima parola sarà del Bene, ma perché la prima parola è stata “luce”, e il primo ritornello è stato “bello”! Il bene è contagioso, basta lasciarlo innescare. Il bene è prodigo, basta abbandonarsi alla sua logica. Giovanni della Croce, anche se ha patito tante persecuzioni fino alla prigione e la tortura per la radicalità della sua fede, credeva in questo contagio del bene supremo che è l’amore. Scrisse infatti: «Dove non c’è amore, semina amore e raccoglierai amore».



Photo: CC by https://www.flickr.com/photos/71380981@N06/
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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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