Lo studio è vissuto da tanti come un periodo obbligatorio della vita, di cui – a volte - si scopre la piacevolezza troppo tardi… quando non si ha più tempo da dedicare allo studio. Per alcuni quel periodo obbligatorio è l’unico tempo della vita in cui si è a contatto con la cultura, con i libri, con altri mondi ecc.
A causa della mancanza di tempo dedicata all’autoformazione, in sociologia si parla di «analfabetismo di ritorno». Quest’ultimo è un fenomeno tanto diffuso da inglobare una grande fascia della popolazione adulta che, dopo la fine della scuola d’obbligo (o anche la fine degli studi universitari), non legge più o legge molto raramente e troppo male. A proposito di leggere “troppo male”, guardatevi intorno in Metro o sull’autobus, o guardate le riviste passatempo dal barbiere e dal parrucchiere… Non nomino giornali e riviste per non trovarmi lettere di avvocati in casella postale!
In quest’editoriale del presente numero della nostra Newsletter, vorrei focalizzare l’attenzione, non tanto sulla bellezza della lettura o sull’importanza dello studio, ma su alcuni “raddrizzamenti di tiro” che permettono a chi non ha tempo per studiare o per leggere, di ritrovare e redimere un po’ di tempo perduto (pace all’anima di Proust).
Il tempo è così prezioso che ad esso dedicheremo l’editoriale. Per questa volta vediamo come ottimizzare il tempo per lo studio / la lettura.
I primi tre consigli pubblicati qua partono dall’assunzione che hai pochissimo tempo da dedicare alla lettura.
Ad essi seguiranno fra qualche giorno consigli per trovare tempo per la lettura. Saranno pubblicati direttamente sul sito theologhia.com

1. Fa’ lo snob
Non è un invito a farlo nella vita reale, ti puoi ritrovare con un tacco 12 in fronte.
Mi riferisco alla tua selezione di libri da leggere. Ho conosciuto tantissime persone prigioniere delle copertine dei libri.
Mi spiego:
Sono quelle persone che, con grande scrupolo di coscienza, se prendono un libro, non lo mettono giù prima di finirlo! Anche se le costa le fatiche di Sisifo… anche se già dopo le prime pagine capiscono che il libro non è per loro… continuano: “l’ho iniziato e lo devo finire!”.
La buona notizia è che non devi rendere conto a nessuno delle tue letture personali. Non è una lettura da esame, è una lettura per te, per la tua crescita personale, professionale o quello che vuoi…
È una lettura per l’allargamento dei tuoi orizzonti, non permettere che ti incupisca il cielo!!
Se il libro non ti apre orizzonti, chiudilo!!
In questo senso ti dico:
Snobbalo!

2. Ad ogni libro la sua lettura


Se non hai mai sentito parlare di “speed reading”, “lettura veloce”, ti consiglio di informarti un po’…
Solo un po’ però…
E prendendo i consigli con le pinze.
Alcuni, infatti, promettono velocità di lettura supersoniche (due pagine al secondo… e chi più ne ha più ne metta…). Io personalmente non ho mai raggiunto queste velocità “leggendo”. (Scanerizzando e scremando un libro, sì, ma non leggendolo effettivamente).
Quello che ti voglio dire è più concreto e alla portata di noi comuni mortali:
Impara a discernere e a soppesare ciò che leggi!
Ci sono libri da leggere e ruminare con calma. Ma ci sono altri da leggere con gli occhi svolazzando. E la buona notizia che si collega al primo consiglio: ci sono libri in cui puoi saltare pagine e capitoli!!!
Altri che puoi saltare per intero tout court!
Un bellissimo consiglio che ho approfondito in questi lunghi anni di amico del libro viene da circa  4 secoli fa. È di Francis Bacon, noto anche come Francesco Bacone, da un essay intitolato Of Studies. (Potrai trovarlo in versione originale in un altro articolo di questa Newsletter).
«Some books are to be tasted, others to be swallowed, and some few to be chewed and digested; that is, some books are to be read only in parts; others to be read, but not curiously; and some few to be read wholly, and with diligence and attention».  
Tradotto:
«Alcuni libri sono da assaggiare, altri da ingerire, e pochi da masticare e digerire; si intende che, alcuni libri sono da leggere solo parzialmente; altri sono da leggere, ma senza particolare curiosità; e un paio sono da leggere integralmente, con diligenza e attenzione».

3. La farmacia dell’anima


Prendo quest’espressione da un maestro dello studio e del pensiero, prof. Elmar Salmann O.S.B. che mi ha accompagnato lungo gli anni della ricerca del dottorato.
Ho imparato tanto da lui sullo studio. La sua espressione “farmacia dell’anima” si riferisce al fatto che ognuno di noi ha quelle letture particolari che l’hanno segnato lungo il suo cammino. Ebbene, questi libri che parlano alla nostra anima, che la curano, la accendono e forse anche la incendiano, dobbiamo tenerli stretti. Dobbiamo tornare ad essi ogni qualvolta che perdiamo il gusto della cultura, della lettura… e forse della vita.
Non possono essere tanti, ma bisogna riconoscerli e conoscerli bene e ritornarci ogni qual volta che ci vediamo sospinti verso la mediocrità e spenti dalla normalità.
Sono questi i libri a cui si applica l’ultimo consiglio di Bacon: i libri da masticare e digerire.
Se sei su facebook. Visita la pagina del sito (cliccando sul link), vedi la mia lista di farmacia dell’anima che posterò nei prossimi giorni e condividi anche la tua.

Resta “connesso” per i consigli sulla ricerca del tempo perduto.

A presto!




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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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