Il sangue dei martiri è «il peggior testimone della verità; esso avvelena anche la dottrina più pura, la trasforma in delirio e odio dei cuori» (F. Nietzsche). Se il padre dell'ateismo contemporaneo ha ragione nella sua critica e nel suo tentativo di demolizione della testimonianza attraverso la dissociazione - anzi l'opposizione - tra testimone e verità, come possiamo ancora parlare di testimonianza?
La prima parte di una riflessione filosofico-teologica sul rapporto tra testimonianza-martirio-veridicità e verità
p.s.: l'aggressività dei toni fa parte della "simpatia" che regna in classe... ;)

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Robert Cheaib

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Autore di diverse opere (Vedi link)

Conferenziere su varie tematiche tra cui l'ateismo, la mistica, il sufismo, la teologia fondamentale, le dinamiche relazionali e la vita di coppia...

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