Il passato e il futuro sono due prospettive fondamentali con le quali facciamo i nostri progetti di vita. Gesù ci chiede di rinunciare a queste due prospettive per vivere nel suo presente. Invita a sganciarsi dalle influenze del passato, dalle sue idee, dalle sue abitudini, per vivere la sua novità, la novità dell'incontro con lui. Parimenti, specifica che il futuro che egli dà non è simile a una garanzia di rimborso, quanto al patto di fedeltà nuziale del per sempre: con te nella gioia e nel dolore, nella povertà nella ricchezza. Detto in altri termini, ciò che è garantito nella sequela è la sequela, è il camminare con Gesù, è l'essere con Gesù. Questi chiarimenti fanno capire quanto il discepolato non sia opera umana. Per seguire Gesù non basta averne il desiderio. Bisogna avere la consapevolezza di cosa comporti. Questa consapevolezza, che inevitabilmente ci rivela quanto ci sia impossibile umanamente seguire il Signore, deve trasformare il nostro desiderio in preghiera.
#pregolaParola
(Mt 8,18-22)Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all'altra riva. Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».


Robert Cheaib
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