Qualche giorno fa sono stato ad Assisi per un convegno. Quando sono salito nella stanza a me assegnata, ho aperto le serrande e il cuore ha palpitato forte per la visuale che ebbi sulla basilica di santa Maria degli angeli. Avrò visto quella basilica centinaia di volte, ma probabilmente mai da quell'angolatura. Lo sguardo rinnovato mi ha aperto scrigni nuovi di bellezza. Raccontando quest'esperienza a un amico durante la pausa di un incontro sull'amore in famiglia, quella persona è andato dopo dalla moglie impegnandosi a guardarla con uno sguardo rinnovato: «Tutti abbiamo i nostri difetti - diceva - ma se guardo bene, io sono sposato con una santa. I difettucci non devono eclssare quella luce». Riconoscere Cristo nella familiarità. Ecco la sfida di questo vangelo.
#pregolaParola
(Mc 6,1-6)
Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.
Robert Cheaib
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