Si dice, quando le cose sono chiare e limpide, senza sotterfugi o aspetti oscuri, che sono fatte «alla luce del sole». I santi sono persone che agiscono alla luce di un sole particolare, il sole dello sguardo di Dio. A tal riguardo, uno potrebbe percepire lo sguardo di Dio come Jean Paul Sartre, uno sguardo che quest'ultimo scongiura con la bestemmia. Potrebbe, in altri termini, vivere come imminente minaccia queste parole di Gesù: «Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce». Oppure, potrebbe non vedere l'ora di vedere Colui che lo vede. Ad esempio, un beato libanese, il monaco Estephan Neehme, soleva ripetere: «Dio mi vede». La sua, non era espressione di angoscia, ma di coscienza, di fiducia e di desiderio di incontro. Chi agisce alla lu e dello sguardo di Dio, non vede l'ora di incrociare gli occhi del Signore.
#pregolaParola
(Mc 4,21-25)
Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Robert Cheaib
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