Tante volte vedo cristiani scoraggiati nel compito dell'evangelizzazione a causa della situazione di “svantaggio” nella quale ci troviamo nella società contemporanea. Ma se guardiamo agli albori del cristianesimo, o se guardiamo à questa pagina del vangelo, vediamo che nella trasmissione della fede. Non sono mai stati gli strumenti o i numeri a fare la differenza. Quello che è sempre contato è la fiducia, la confidenza e la preghiera filiale verso «il Padrone delle messe», l'obbedienza al suo mandato, l'amore verso il Regno di Dio e lo schietto annuncio della sua vicinanza e la presenza semplice ma luminosa con gli altri... Ecco ciò che conta... Non i numeri.
#pregolaParola
(Lc 10,1-9)
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

Robert Cheaib
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