«Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte». Tante volte non percepiamo il Signore perché siamo poco sensibili a coloro che il Signore ha messo sulla nostra strada. Rimanendo nella morte non incontriamo il Dio vivo, il Dio dei vivi. Chi non ama rimane nella morte. Chi non ama non entra nella vita di Dio. Non percepisce l'esistenza e la presenza di Dio. «Credendo in Deum ire», scriveva Sant'Agostino, è «credendo diligere»: andare verso Dio credendo significa credere amando. Chi crede ama. Chi ama davvero si avvicina alla dimora della fede perché l'amore è la natura più intima di Dio.
(1Gv 3,11-21)
Poiché questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l'uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste. Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui. In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio,

Robert Cheaib
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