Viaggiando praticamente ogni settimana e a volte più volte in una settimana per incontri e conferenze, con il tempo ho imparato a essere minimale per quanto riguarda il bagaglio. Nulla di trascendentale o di troppo santo o ascetico nella mia scelta. Semplicemente ho capito che devo discernere tra ciò che mi serve realmente nel viaggio e ciò che sarà soltanto un peso per tutta la trasferta. Ciò che non mi serve mi pesa. Ora, applicando questa logica al vangelo di oggi abbiamo una specie di shock anafilattico perché Gesù ci dice che anche noi stessi possiamo essere un peso di troppo nel viaggio con e verso di lui. «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami... perfino la propria vita». Nella sequela bisogna perdere la testa per Cristo per poter andare avanti con lui fino alla fine. Perché quando arriva il momento della croce; quando arriva il momento di dire o l'io o Dio, lì si coglie la crucialità di una delle esigenze folli del vangelo: rinunciare a se stessi. Ma chi lo può fare? Non l'essere umano, ma solo Colui che ha svuotato se stesso per noi. Per questo, in fin dei conti, la vita cristiana è far spazio alla vita di Cristo in noi.
#pregolaParola
(Lc 14,25-33)
Una folla numerosa andava con lui. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Robert Cheaib
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