Sentirsi inutili non è proprio una bella sensazione. E sbaglieremmo se pensassimo che l'invito del Signore sia quello di radicarsi in un sentimento di negatività verso se stessi. Il Signore non ci vuole miserabili, e proprio per questo ci invita a liberarci dalla miserevole logica del premio e della ricompensa nel rapporto con lui. Chi fa un servizio solo in vista del premio, non si gode il proprio servizio e lo vive come un giogo. Chi, invece, si dimentica di sé per una causa, un amore, una fede, gusta la gioia di ogni istante. Essere servi inutili è allora non essere utensili, bensì protagonisti di un servizio d'amore che il Signore ci ricambia per primo, essendo egli venuto non per essere servito ma per servire.
#pregolaParola
(Lc 17,7-10)
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: «Vieni subito e mettiti a tavola»? Non gli dirà piuttosto: «Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu»? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare»».
Robert Cheaib
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