Cosa rappresento nella vita di chi mi incontra? Una folla che nasconde Cristo? O un sicomoro che permette una visuale migliore per ascoltare la chiamata del Signore? E dove sta la differenza tra la folla e il sicomoro? La folla è opaca, si mette in mezzo tra le persone e Gesù. Posso essere quella folla non olo quando scandalizzo e non sono testimone con la vita ma anche quando oriento le persone a me oscurando Gesù. Quando, in altro parole, mi metto in mezzo tra le persone e Gesù. Sono sicomoro quando divento mezzo, quando mi rendo disponibile allo Spirito perché faccia di me uno strumento per elevare gli altri verso il Signore... È bello, meditando questo vangelo, sostare anche a ringraziare per chi per me è o è stato sicomoro.
#pregolaParola
(Lc 19,1-10)
Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Robert Cheaib
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