In alcune comunità monastiche in Libano, non ci si saluta con i consueti buongiorno e buonasera ma con l'espressione «Gloria a Dio», a ricordare che ogni gesto, ogni incontro e ogni cosa che si fa si debba fare a gloria di Dio. Forse questa prassi potrebbe aiutarci a capire e a mettere in pratica questo vangelo. Perché sappiamo bene che come esseri umani gradiamo (per non dire “pretendiamo”) di essere ricambiati. E sapere che le nostre opere sono una risposta all'amore precedente di Dio ci libera dalla logica dello scambio nell'amore con gli altri. Ci sono vie ancora più perfette, ma se non riusciamo a planare, questa via è già un passo in avanti.
#pregolaParola
(Lc 14,12-14)
Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Robert Cheaib
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