La fede non è questione di curiosità. Eppure la curiosità è una grossa tentazione. Se percorriamo il vangelo troviamo varie domande rivolte a Gesù così, giusto per sapere. La samaritana che pone domande di curiosità sulla «geografia» dell'adorazione, Pietro che è curioso del destino del discepolo amato, e l'amico anonimo di questo vangelo che è interessato alle statistiche della salvezza. E uno potrebbe dire: e che male c'è? Nessun male in senso stretto se non il male di sprecare tempo dietro a questioni che non ci riguardano, mentre trascuriamo la questione che ci riguarda strettamente: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta». La fede non è questione di cultura generale, ma di culto particolare, di conversione quotidiana e di superamento del superfluo per vivere dell'Essenziale.
#pregolaParola
(Lc 13,22-30)
Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete». Allora comincerete a dire: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze». Ma egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!». Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
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Robert Cheaib

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