Un desiderio profondo del cuore umano è quello di contare agli occhi di qualcuno. Quando siamo guardati con uno sguardo che ci valorizza e ci ama per quello che siamo, solitamente avviene una rivoluzione, si trasforma la nostra giornata e a volte anche la nostra vita. Tante persone vivono della forza che scaturisce dal ricordo di uno sguardo che le ha trasmesso un senso nuovo di essere. Ora Natanaele, Bartolomeo, ha avuto la fortuna di non essere stato guardato così da uno qualsiasi, ma dall'Uno. Questo vangelo ci narra l'inizio di una stupenda sequela. Lo sguardo di Gesù ha trasformato il saccente scettico in qualcuno che per Cristo ha poi scommesso e rimesso la propria pelle. La sua è una fortuna? Ho volutamente usato un termine indebito per focalizzare l'attenzione su un fatto capitale: l'appuntamento di Natanaele con lo sguardo di Gesù non è stato una coincidenza fortunata o fortuita, ma un incontro premeditato e desiderato da Cristo. E quella beatitudine è aperta anche a noi, perché, anche oggi, Gesù mi vede sotto il fico a scrutare le pagine della vita alla ricerca di un senso,un senso che solo Egli dà, che solo Egli è.
#pregolaParola
(Gv 1,45-51)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
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