Pochi, o forse nessuno, ricevono con grande gioia un invito a nozze, specie quando arriva da quel genere di persone conosciute-sconosciute che ti contattano solo negli eventi speciali (per loro). Ricevere un invito a nozze significa sborsare per il regalo, tentare di dimagrire per entrare in quell'abito o quel vestito senza sembrare un insaccato e, in fine, preventivare di passare una giornata o una serata a tavola con degli sconosciuti parlando in modo interessato di ciò che non ti è mai interessato... Perché allora questo Re si infuria così tanto con gli invitati e ha addirittura la pretesa che gli ospiti invitati last minute abbiano la veste bianca degna dell'evento? Se non andiamo oltre la metafora, non cogliamo il senso della parabola. Siamo invitati alle nostre stesse nozze con il Signore. È il motivo per cui siamo stati creati. Ogni altra festa - anche quella dei nostri matrimoni in questa vita - è una distrazione se non ci prepara a questa festa delle nostre nozze con il Creatore. La veste nuziale è la vita purificata con la coerenza, con la prontezza e, in fin dei conti, la veste lavata con il sangue dell'Agnello, come ci dice l'Apocalisse. È, in altri termini, l'accoglienza del dono della dignità nuziale da Cristo stesso. È lo Sposo che dona la dignità e la prolntezza alla tua anima sposa. Vieni alle nozze dell'Agnello.
#pregolaParola
(Mt 22,1-14)
Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: «Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!». Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: «La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze». Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: «Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?». Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: «Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti». Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
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Robert Cheaib

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