Leggo questo vangelo nella prossimità del matrimonio di mio fratello. Lo leggo in mezzo ai preparativi per il lieto evento. Si respira la bellezza e la dedizione reciproca degli sposi. E vedo quanto investimento viene messo nell'esperienza dell'amore nuziale. Spesso gli sposi dimenticano questi primi slanci, si lasciano appesantire da fatti e misfatti e si ritrovano come estranei, anzi, come nemici. Un breve commento al vangelo non può soffermarsi su ogni casistica e so bene che la dolorosa questione del fallimento di un matrimonio è ben più complessa. Ma, almeno per alcuni casi, Gesù ci indica una via di soluzione che non sia la distruzione del matrimonio: il ritorno al primo amore, il far memoria dell'alba dell'amore. Ma il Signore lo fa, non solo tornando alla storia degli sposi, ma al «in principio». A lì dove l'amore era una realtà che esprimeva il sogno di Dio. È lì, in quella bellezza, in quell'entusiasmo divino, che è possibile attingere forza per risolvere e non dissolvere, affrontare e non sfuggire i conflitti d'amore.
#pregolaParola
(Mt 19,3-12)
Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
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Robert Cheaib

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