I bambini piccoli, quando accade qualcosa di nuovo, bello o brutto che sia, guardano gli occhi del genitore per capire come reagire. Dagli occhi dei genitori attingono la comprensione dell'accaduto e il senso di sicurezza. Così anche noi dobbiamo essere come bambini che guardano gli occhi del Padre per attingere da lui, dal suo infinito amore, il vero motivo della nostra gioia, il valore delle nostre persone. E come possiamo incrociare lo sguardo del Padre? Nella narrazione che ce ne fa di Lui il Figlio. «Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati». Il motivo per cui non dobbiamo lasciarci condizionare dal giudizio degli altri non è il menefreghismo, ma la coscienza della cura e dell'amore di Dio per noi.
(Mt 10,24-33)
Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
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Robert Cheaib

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