«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato». Ma come ci attira il Padre? I modi, naturalmente, sono tanti , ne è un esempio l'esperienza di Filippo con l'eunuco. Quell'uomo, non appartenente al popolo di Israele, si mette alla ricerca, scruta le Scritture, si interroga, e il Signore gli si fa prossimo attraverso un suo ministro. Il Signore ci attira a sé soprattutto a partire dalla nostra interiorità, attraverso la nostra sete. Un proverbio dice: non puoi annaffiare una terra non assetata. Nel nostro caso, possiamo renderlo così: puoi annaffiare solo un cuore cosciente della propria sete. Ascoltiamo allora la nostra sete di Dio. Mettiamoci a lui come terra arida senz'acqua, lui pane della vita e acqua che zampilla per la vita eterna.
(Gv 6,44-51)
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
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Robert Cheaib

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