(Gv 20,1-9)
Tre cuori convergono per cogliere la Risurrezione. Il cuore nuziale che non riesce a dormire per il sentimento di mancanza. Si reca al sepolcro all'alba, quando è ancora notte, perché senza l'Amato la sua non è vita. L'Amato è la sua unica vita, la sua unica luce. Ma è il cuore mistico che sa leggere dentro l'accaduto. Il cuore mistico è quello che sa cogliere nella mancanza avvertita nel cuore e nella mancanza del corpo dell'Amato dal sepolcro non un furto ma il compimento della promessa della Risurrezione. È il cuore che arriva prima perché è sempre lì, sul petto, sul cuore dell'Amato. E il terzo cuore è il cuore scelto, il cuore “istituito”, un cuore che forse corre più lento di quello mistico, ma quando arriva apporta la parola di conferma autorevole, la parola che nasce dal discernimento e dalla convergenza tra cuore e mente. Lì c'è la parola che parla a tutto l'uomo e dice: Cristo è risorto. È veramente risorto. Alleluia.
#pregolaParola
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Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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Robert Cheaib

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